Logistica di prossimità

 

La rivoluzione dei trasporti verso la sostenibilità

È giunto il momento di ripensare lo spazio pubblico in un’ottica di efficienza e alleggerimento. A dirlo sono gli esperti in mobilità intervenuti al workshop internazionale “UMS – Ultimo Miglio Sostenibile”.

“Serve pensare ad una città più flessibile, che promuova l’uso dei mezzi in sharing anche per le attività commerciali e consenta maggiore agilità negli spostamenti – ha dichiarato Barbara Meggetto, Presidente di Legambiente Lombardia – non solo per migliorare le attività esistenti, ma per immaginarne di nuove e innovative”. Oggi è più che mai importante riprogettare gli spazi di vita e lavoro delle città italiane, investendo in innovazione e sostenibilità.

Sviluppo di una logistica di prossimità

Innovare il trasporto in ambito commerciale e investire nella qualità degli spazi urbani come luoghi in cui poter lavorare e vivere. Questo è quanto è emerso dal workshop “UMS – Ultimo Miglio Sostenibile” con il supporto di Interporto Padova e dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, svoltosi all’Acquario Civico di Milano il 18 Ottobre.

Abbiamo già parlato di sostenibilità ambientale dei trasporti e della logistica oltre che delle soluzioni green per il packaging. In questa ottica emerge la necessità di strategie integrate in grado di affrontare lo sviluppo della logistica di prossimità in accordo con le esigenze dei cittadini. Non solo quindi un beneficio per chi dei trasporti ha fatto il suo business ma anche per chi abita gli ambienti urbani e ha diritto ad una città accessibile e vivibile.

Ecco perché il trasporto commerciale deve iniziare a muoversi lungo binari integrativi rispetto a quelli urbani sostenendo un aumento della qualità della vita.

Le proposte del workshop “Ultimo Miglio sostenibile”

Nell’ambito dell’incontro del 18 Ottobre, Legambiente ha avanzato le sue proposte al Governo per l’attuazione di questa rivoluzione dei trasporti e della logistica.

“Accelerare il cambiamento nella mobilità è decisivo nella battaglia del clima – ha dichiarato Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – Per questo chiediamo al nuovo governo di essere coerente con gli impegni presi in queste settimane e di dare subito un segnale chiaro ai cittadini, ai sindaci e al sistema delle imprese. I provvedimenti che verranno approvati nei prossimi mesi, dal decreto Clima alla legge di Bilancio, dovranno definire la traiettoria delle scelte indispensabili a rilanciare il trasporto pubblico nel nostro Paese, a rendere sempre più competitiva la mobilità elettrica, a superare le barriere che ancora oggi incontra la micro-mobilità a emissioni zero nel circolare all’interno delle città”.

Smyb adotta già da tempo soluzioni sostenibili nel suo lavoro quotidiano in giro per l’Italia. Non da ultima, l’introduzione di veicoli elettrici nel nostro parco auto. Si tratta di mezzi in grado di circolare in zona ztl, garantendo zero emissioni e consegne a domicilio anche in zone con accessi limitati. Anche Legambiente parla di mezzi elettrici nella sua proposta.

Sgravi fiscali e incentivi per un trasporto green

Portare l’IVA al 10% per l’acquisto di mezzi elettrici dedicati al trasporto pubblico è tra le idee dell’Associazione ambientalista che preme anche sull’eliminazione dei sussidi all’autotrasporto per i camion Euro 3. Tali incentivi andrebbero “spostati” sugli incentivi alla sostituzione di camion inquinanti con nuovi mezzi a gas naturale liquefatto (GNL). La prospettiva futura è quella di arrivare a utilizzare mezzi funzionanti con bio-GNL, biometano avanzato, quindi esente accise.

Grazie al workshop tenutosi a Milano il 18 ottobre, torna con forza sui tavoli di amministratori e addetti ai lavori l’idea di poter lavorare al trasporto commerciale. Identificare metodi più efficienti permetterebbe non solo la riduzione dell’inquinamento atmosferico ma anche di riprogettare anche lo spazio pubblico. In questo modo chi opera nel settore trasporti e logistica lavorerebbe con maggiore efficienza e puntualità evitando il congestionamento del traffico e le soste selvagge. Gli effetti di questa rivoluzione sarebbero migliorativi sulla qualità della vita di tutti noi.

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