Dal 1967. Da Antonio Gallo alle sue figlie. Una famiglia al centro di una storia imprenditoriale di successo.


Le storie imprenditoriali di successo sono storie di sguardi, di orgoglio, di sfide vincenti, di difficoltà superate, di traguardi raggiunti, di amore per la propria famiglia e per la propria azienda.

Salerno, anno 1967. Antonio Gallo è un ventinovenne pieno di talento e sogni per l’avvenire. È già nel settore dei trasporti, addetto alle funzioni commerciali, un dipendente dalla grande lungimiranza che intravede sviluppi dove altri vedono ostacoli, sperimenta nuove strade, propone soluzioni.

La sua intraprendenza non passa inosservata, la dirigenza gli propone di entrare in società e, nel corso del tempo, il responsabile commerciale rileva l’azienda nella sua interezza.

Negli anni ’80 un’altra rivoluzione nasce dalla sua capacità di stabilire relazioni, anticipare gli andamenti del mercato, cambiare i paradigmi. Una visione proiettata costantemente in avanti e che ha nell’intuizione una delle armi più efficaci.

La Smyb inizia ad operare anche nel settore del trasporto di opere d’arte e di abiti ed accessori d’alta moda.

In particolare, in quegli anni, i contatti con il mondo della moda sono già avviati per un imprenditore che ha sempre guardato oltre i confini regionali e nazionali. Nasce il trasporto dei capi appesi, un nuovo segmento di mercato, destinato a diventare uno dei tratti caratterizzanti dell’azienda Smyb.

Si parlava di sogni all’inizio, quei sogni a fine anni ’80 sembrano realizzati. Antonio Gallo ha già dato un senso pieno alle parole “innovazione” e “collaborazione”. Accompagnando tanti vecchi colleghi alla pensione, ha accolto in azienda, in un mondo tutto maschile, tante collaboratrici donne.

Ma c’è ancora qualcosa di molto importante da fare: dare continuità nell’evoluzione. Un’evoluzione che prende il nome delle figlie, Elena, Stefania e Giovanna Gallo. Oggi, rispettivamente, Presidente del Cda, Administrative Manager e Operations Manager.

Dal 1967, di tempo ne è passato, e la Smyb, anche se la storia è ben più lunga, si appresta a festeggiare, nel 2022, il ventennale, insieme a 140 dipendenti.

“Il più grande esempio per me è stato il lavoro di mio padre – dice la Dott.ssa Elena Gallo – da giovane laureata di economia e commercio ho scoperto un mondo che mi ha appassionato, un mondo che ho respirato fin da bambina. Un mondo in costante trasformazione, nelle dinamiche, nelle opportunità, nelle sfide e anche nelle modalità. Abbiamo dovuto ridefinire i nostri modelli di business da una impostazione di lavoro in outsourcing con amministrazione interna fino ad arrivare nel 2015 ad un modello in insourcing con personale diretto e una flotta mezzi di proprietà”.

Sfide importanti ma anche difficoltà. “La più grande soddisfazione in questi ultimi anni -continua la Dott.ssa Elena Gallo – è stata resistere e superare alcune importanti turbolenze. Ed oggi siamo già pronti per nuove sfide. La logistica del domani punta decisa nella direzione della e-logistics che è a sostegno dell’e-commerce attraverso la digitalizzazione dei processi”.

Worldwide shipping, logistica integrata, intelligenza artificiale, logistica per e-commerce sono tutti termini chiave per un mondo dove l’intelligenza umana e le capacità manageriali hanno un ruolo che rimane primario.

Forse il segreto è racchiuso in quel quadro affisso nell’ufficio della Dott.ssa Elena Gallo, ricordo prezioso del padre Antonio, innamorato di quelle parole di Luigi Einaudi.

“… Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge, non soltanto la sete di denaro. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.
Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono tutti i loro capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.”

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